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Il Vangelo del giorno – 03 Giugno – Non conoscete le Scritture?

Il Vangelo di oggi: Mc 12, 18-27

Sadducei

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Commento al Vangelo di oggi: Non conoscete le Scritture?

Gesù ci mette in guardia dall’ignoranza delle Scritture, dalla scienza equivoca che distrugge la scienza utile. «Il sottile ragionatore di questo mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio» (cf 1Cor 1,20-21), ma Gesù è venuto per farcelo conoscere e per insegnarci a parlare con lui, nella preghiera, e ad ascoltarlo, nella vita. Quante preghiere belle ci sono nella Scrittura! Leggendo la Scrittura noi abbiamo il modo migliore di sentire parlare Dio e di parlare con Dio.

saccenti della bibbia

È una domanda curiosa, per noi, quella posta dai sadducei, allergici alla recente dottrina della resurrezione perché ancorati alla tradizione di Mosè, stantii conservatori, eppure domanda attuale nel mondo teologico giudaico. La preziosità della discendenza era un valore tale che una vedova era tenuta, per la legge del Levirato, ad avere un figlio col fratello del defunto per conservarne il nome e la memoria. Ma la casistica della vedova ammazza-mariti serve, nuovamente, a mettere in difficoltà Gesù, ad inchiodarlo alle sue credenze, in particolare alla resurrezione dai morti. La risposta di Gesù è equilibrata e folgorante: «Smettetela di tediare Dio con queste elucubrazioni; egli è il Dio della vita, saprà risolvere questa situazione. La resurrezione esiste, eccome, e il nostro Dio ama i viventi, non i cadaveri». Poveri noi, amici, quando ci arrampichiamo sugli specchi per fare sfoggio di cultura religiosa, poveri noi preti quando preferiamo nelle nostre omelie l’elucubrazione (noiosa) alla condivisione della vita illuminata dalla Parola, poveri noi discepoli quando comunichiamo con la nostra vita una visione mortifera di Dio! Smettiamola di rifugiarci dietro il pensiero raffinato che nasconde la paura di affidarci al Dio della vita, piantiamola di tergiversare e seguiamo la tenerezza el’immensa gloria del Dio della vita!

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